
Da quella sera, le schiave di Cavil Planter non ebbero più pace. La notte, quando se le faceva portare, Cavil cercava di trattarle con la forza e la fierezza che aveva visto nel volto di quel terribile Sorvegliante. Quando mi guardano debbono scorgere il Suo volto, pensava Cavil. E così fu.
La prima che prese fu una schiavetta comprata da poco che non sapeva neanche una parola d’inglese. La ragazza gridò di terrore finché egli non le rigò il corpo con le stesse vesciche che aveva visto nei suoi sogni. Allora, gemendo, ella gli permise di fare ciò che il Sorvegliante gli aveva ordinato. Per un istante, quella prima volta, egli pensò che quei suoi gemiti fossero come la voce di Dolores quando piangeva piano nel suo letto, ed avvertì per lei la stessa profonda pietà che aveva provato per la sua adorata sposa. Fu sul punto di tendere gentilmente la mano verso la ragazza come una volta aveva fatto per confortare Dolores. Poi ricordò il volto del Sorvegliante e pensò: questa piccola Nera è Sua nemica; mi appartiene. E come un uomo deve arare e seminare la terra che il Signore gli ha donato, non posso lasciare che il ventre di questa Nera resti sterile.
«Agar» così la chiamò quella prima notte. «Non sai quale benedizione io ti porti.»
Il mattino seguente si guardò nello specchio e nel proprio volto scorse qualcosa di nuovo. Una sorta di fierezza, di terribile forza nascosta. Ah, pensò Cavil, nessuno mi ha mai visto per quello che sono veramente, nemmeno io stesso. Solo adesso scopro che io e il Sorvegliante partecipiamo della stessa natura.
Nel dedicarsi alla sua opera notturna, non provò più un solo istante di pietà. Livido in viso, bastone in mano, si recava alla capanna delle donne e indicava la prescelta di quella sera. Se una di loro esitava, apprendeva dal bastone quale fosse il prezzo della riluttanza. Se qualsiasi altro Nero, uomo o donna, osava protestare, il giorno dopo Cavil si assicurava che il Sorvegliante gliela facesse pagare col sangue. Non un solo Bianco giunse mai a sospettare di lui; non un solo Nero si azzardò mai ad accusarlo.
