
Cavil la perdonò, ma lei non smise di piangere finché egli non le chiamò il prete. Non c’era da meravigliarsi se il Signore sceglieva i Suoi profeti solo tra gli uomini. Le donne erano troppo deboli e facili alla commozione per compiere l’opera del Sorvegliante.
Ecco come iniziò. Questo fu il primo evento di una catena fosca e terribile. Né Alvin né Peggy conoscevano questa storia finché io non ne venni a conoscenza e non la raccontai loro, molto tempo dopo, ed essi capirono sull’istante che proprio di qui era incominciato tutto quanto.
Ma non vorrei che pensaste che questa sia stata l’unica causa di tutto il male che ebbe a seguirne, perché così non fu. Vi furono altre decisioni, altri errori, altre menzogne e altre consapevoli crudeltà. L’uomo può certamente trovare molti aiutanti sulla facile via che reca all’inferno, ma nessuno potrà mai convincerlo a mettervi piede se egli non vuole.
II
LA SCHIAVETTA FUGGIASCA
Quella mattina Peggy si svegliò dopo aver sognato Alvin Miller che le colmava il cuore di ogni sorta di terribili desideri. Avrebbe voluto fuggire da quel ragazzo, e al tempo stesso restare ad attenderlo; dimenticare di conoscerlo, e guardarlo in continuazione.
Restò distesa sul letto con gli occhi semichiusi, guardando la luce grigia dell’alba insinuarsi nella soffitta. Sto stringendo qualcosa, pensò. Gli spigoli dell’oggetto le premevano nella carne con tanta forza che, quando lei aprì la mano, il palmo le faceva male come se si fosse tagliata. Ma non era così. Era solo la scatola in cui teneva il cappuccio placentare con cui Alvin era nato. O forse, pensò Peggy, forse era stata davvero ferita, profondamente ferita, e solo ora cominciava ad avvertirlo.
Peggy avrebbe voluto scagliare quella scatola il più lontano possibile, seppellirla in una buca profondissima e dimenticare dove l’aveva nascosta, cacciarla sott’acqua e coprirla di pietre in modo che non potesse più tornare a galla.
