
Oh, ma non è questo che voglio, disse silenziosamente. Mi spiace di aver pensato una cosa del genere. Mi spiace davvero, ma adesso sta per arrivare, dopo tutti questi anni sta per arrivare a Hatrack, e non sarà il ragazzo che ho visto percorrere tutti i sentieri del suo futuro, non sarà l’uomo in cui l’ho visto trasformarsi. No, è ancora solo un ragazzo, ha soltanto undici anni. Della vita ha già visto abbastanza da poter essere diventato dentro di sé qualcosa di simile a un uomo, ha visto tanto dolore e tanta sofferenza da bastare a una persona cinque volte più vecchia di lui, eppure quando metterà piede in paese sarà pur sempre un ragazzo di undici anni.
Non voglio veder arrivare nessun Alvin di undici anni. Sicuramente mi cercherà. Sa chi sono, anche se l’ultima volta che mi ha vista aveva solo due settimane. Sa che ho visto il suo futuro in quella buia giornata di pioggia in cui è venuto al mondo, e per questo motivo verrà da me e mi dirà: «Peggy, so che sei una fiaccola, e so che hai scritto nel libro di Scambiastorie che sono destinato a diventare un Creatore. Perciò spiegami di che si tratta». Peggy sapeva esattamente che cosa lui le avrebbe detto, e tutte le maniere in cui avrebbe potuto scegliere di dirlo… Non l’aveva visto cento volte, mille volte? E lei gliel’avrebbe spiegato, e lui sarebbe diventato un grand’uomo, un vero Creatore, e…
E poi, un bel giorno, quando lui sarà un bel giovane di ventun’anni e io un’acida zitella di ventisei, si sentirà così grato nei miei confronti, così obbligato, che chiederà la mia mano quasi fosse un dovere cui è impossibile sfuggire. E io, dopo essere stata perdutamente innamorata di lui per tutti questi anni, con la testa piena di sogni a proposito di ciò che egli avrebbe fatto e di ciò che noi avremmo potuto fare insieme, gli risponderò di sì, e lo caricherò del peso di una moglie che lui preferirebbe non aver sposato, e per tutto il tempo che trascorreremo insieme il suo sguardo non farà che cercare avidamente altre donne…
