
Qual era il segreto? Peggy ne aveva una vaghissima idea. Sapeva soltanto che in realtà sfruttava i poteri dello stesso Alvin, lo straordinario dono con cui questi era nato. Nel corso degli anni, anche lui aveva imparato qualcosa riguardo al proprio talento per fare le cose e dar loro una forma e tenerle insieme e separarle. Finalmente, nel corso dell’ultimo anno, trascinato a forza nella guerra tra Rossi e Bianchi, aveva cominciato a proteggersi da solo, per cui a Peggy era rimasto ben poco da fare. Una bella fortuna. Di quel cappuccio infatti non era rimasto granché.
Peggy richiuse il coperchio. Non voglio vederlo, pensò. Non voglio sapere più niente di lui.
Ma le sue stesse dita tornarono ad aprire la scatola, perché lei doveva sapere. Aveva trascorso metà della sua esistenza, o almeno così le pareva, a toccare quel cappuccio e a cercare la sua fiamma vitale laggiù a nordovest, nella lontana città di Vigor Church, a sincerarsi che Alvin stesse bene, a frugare i sentieri del suo futuro in cerca dei pericoli che vi si potevano celare.
