
Mesi di quella vita fecero quasi impazzire Cavil di pietà, rabbia e disperazione. Gli pareva di non chiudere mai occhio. Tutto il giorno a lavorare nei campi, e poi restare sveglio tutta la notte implorando il Signore perché gli concedesse un po’ di requie. Se non per lei, almeno per sé.
Fu la stessa Dolores a concedergli sonni tranquilli. «Devi lavorare ogni giorno, Cavil, e se non dormi non puoi farlo. Io non riesco a stare zitta, e tu non riesci a sopportarlo. Ti prego… va’ a dormire in un’altra stanza.»
Cavil si offrì di restare comunque. «Sono tuo marito, il mio posto è qui accanto a te…» così disse, ma lei seppe vedere nel suo cuore.
«Vai» disse. Alzò addirittura la voce: «Vai!»
Così Cavil se ne andò, vergognandosi del sollievo che provava. Quella notte fece tutto un sonno, cinque ore filate sino all’alba, dormì bene per la prima volta da mesi, forse da anni… e al mattino si alzò consumato dal rimorso per non essere rimasto al fianco di sua moglie.
Coll’andar del tempo, tuttavia, Cavil Planter si abituò a dormire da solo. Andava spesso a trovare sua moglie, di giorno e di notte. I pasti li consumavano insieme in camera di lei, Cavil seduto su una sedia davanti al tavolino apparecchiato, Dolores a letto con le mani aperte sul lenzuolo come granchi morti mentre una Nera la imboccava gentilmente.
Anche se dormiva in un’altra stanza, Cavil non era immune dai tormenti. Non avrebbero potuto avere bambini. Né maschi che una volta diventati adulti potessero prendere nelle loro mani la prospera piantagione di Cavil, né femmine da concedere a qualche buon partito con una splendida cerimonia nuziale. La sala da ballo al pianterreno… Quando aveva condotto Dolores nella splendida villa che aveva costruito per lei, le aveva detto: «In questa sala da ballo le nostre figlie incontreranno i loro futuri mariti e per la prima volta le loro mani si sfioreranno così come ci accadde a casa di tuo padre». Adesso Dolores non entrava mai in quella sala. Scendeva al pianterreno solo la domenica per andare in chiesa e quelle rare volte che Cavil comprava qualche nuovo schiavo e questi veniva battezzato.
