
Eppure, nel momento stesso in cui pregava, la sua confessione si trasformava in fantasie peccaminose. O Signore, perdonami per aver pensato alla nuova schiavetta in piedi sulla soglia della mia camera da letto, in lacrime per le frustate prese dal sorvegliante. Perdonami per avere immaginato di farla distendere sul mio letto, e di alzarle la gonna per spalmarle sulla pelle un unguento così potente che le vesciche sulle cosce e sulle natiche spariscono sotto i miei occhi e lei comincia a ridere piano e a dimenarsi lentamente sulle lenzuola e a gettarmi occhiate di sottecchi, sorridendo, e poi si gira e tende le braccia verso di me e… O Signore, perdonami, salvami dalla dannazione eterna!
Ogni volta che gli succedeva, tuttavia, non poteva fare a meno di chiedersi: perché simili pensieri mi attraversano la mente proprio mentre sto pregando? Forse non sono meno giusto di Abramo; forse è il Signore stesso a inviarmi questi desideri. La prima volta non è stato forse mentre leggevo le Scritture? Il Signore può operare miracoli… che accadrebbe se mi unissi alla nuova schiavetta e lei concepisse, e il Signore operasse un miracolo e il bambino nascesse Bianco? Tutto è possibile al Signore.
Questo pensiero era insieme meraviglioso e terribile. Se solo fosse stato vero! Ma Abramo aveva udito la voce del Signore, e non aveva mai potuto nutrire dubbi riguardo a ciò che il Signore voleva da lui. A Cavil Planter, Dio non aveva mai rivolto la parola.
E perché non l’aveva fatto? Perché Dio non glielo diceva a chiare note? Prendi la ragazza, è tua! Oppure: non toccarla, ella ti è interdetta! Signore, fa’ soltanto che io possa udire la Tua voce, per sapere che cosa debbo fare!
