Insomma, riesce a conquistarsi la simpatia e persino l’affetto dei suoi lettori e, come accade in questi casi, sorge spontaneo il desiderio di sapere chi erano i suoi genitori e com’era lui stesso da piccolo e poi da ragazzo; in particolare, come si sia procurato quelle menomazioni. Lo scopo della Bujold, in realtà, sembra essere quello di raccontare ciò che significa essere madre (non a caso il romanzo è dedicato ai figli), così come Falling Free affrontava l’esperienza di essere padre (ed era infatti dedicato a suo padre, da poco scomparso).

Benvenuti dunque, ancora una volta, nell’universo di Lois McMaster Bujold e della saga di Miles Vorkosigan.

James Gunn

Lawrence, Kansas

NOTA DELL’AUTRICE

Barrayar mi ha colta di sorpresa. Non ero partita per scrivere un libro importante ed ero già a buon punto nella stesura quando sono stata assalita da una sorta di "demone" tematico. Il mio primo romanzo, Shards of Honor, era stato concepito come un libro molto più lungo, cioè iniziava con il primo incontro fra Aral e Cordelia e finiva con la nascita di Miles. Mentre cercavo di arginare la mole straripante di materiale e di eventi, raggiunsi un punto (più o meno 80 pagine dopo l’attuale conclusione del romanzo) in cui mi resi conto di aver perso definitivamente il controllo di quello che stavo scrivendo. Da più parti mi ripetevano che gli editors mostrano una certa riluttanza a esaminare manoscritti di 800 cartelle, soprattutto se l’autore è un perfetto sconosciuto, e l’avvento di nuovi personaggi con relative trame secondarie dopo 400 pagine indicava senz’ombra di dubbio che avevo oltrepassato il limite della storia e che stavo già scrivendo il seguito. Allora non esitai a fare marcia indietro, fermandomi a quello che sarebbe diventato l’attuale finale di Shards of Honor.



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