Rex, il mio criceto, dormiva ancora nella cassetta della gabbia sul banco della cucina. Lasciai cadere alcune noccioline nella bacinella e cercai di attirare la sua attenzione. Rex aprì gli occhietti neri e ammiccò. Poi contrasse i baffi, annusò e rifiutò le noccioline. Non potevo dargli torto. Le avevo assaggiate a colazione il giorno prima e non erano certo il massimo.

Chiusi la porta dell’appartamento e percorsi tre isolati lungo la St. James fino al negozio di macchine usate Blue Ribbon. Nello spiazzo c’era una Nova da cinquecento dollari che pregava di essere comprata. La ruggine che incrostava la carrozzeria e le tracce di un numero infinito di incidenti la rendevano poco riconoscibile come macchina, molto meno di una Chevy. ma la ditta Blue Ribbon era disposta a cedermela in cambio del televisore e dell’aspirapolvere. Con il frullatore e il forno a microonde pagai le tasse di registrazione e circolazione.

Guidai la Nova fuori dal piazzale e andai direttamente da Vinnie. M’infilai in un posto libero all’angolo tra la Hamilton e la Olden, sfilai la chiave dell’accensione e aspettai che la macchina si raffreddasse. Recitai una breve preghiera perché non mi vedesse nessuno che conoscevo; aprii la portiera e percorsi rapidamente il breve tratto sino all’ufficio. Sull’insegna blu e bianca una scritta: AGENZIA VINCENT PLUM — GARANZIE PER CAUZIONI. Sotto, a lettere più piccole, si garantiva un servizio di ventiquattr’ore su ventiquattro su tutto il territorio nazionale. Situato fra il Tender Loving Care Dry Cleaners e Fiorello’s Deli, Vincent Plum si occupava di liti domestiche, di tumulti, furti d’auto e taccheggiamenti. L’ufficio era piccolo e impersonale, due stanze con pannelli di legno alle pareti e un tappeto color ruggine da pochi soldi sul pavimento. Nella sala d’attesa, contro una parete, un divano in stile moderno e una scrivania di metallo, con un telefono e un computer.



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