La segretaria di Vinnie sedeva alla scrivania, concentrata con la testa china mentre faceva passare un mucchio di schede. «Sì?»

«Sono Stephanie Plum. Vorrei vedere mio cugino, Vinnie.»

«Stephanie Plum.» La donna alzò la testa. «Sono Connie Roselli. Tu andavi a scuola con la mia sorellina minore, Tina. Gesù, non sarai qui per chiedere un prestito per la cauzione, spero.»

La riconobbi. Era la versione di Tina invecchiata, con la vita e la faccia appesantite. Aveva una gran massa di capelli neri cotonati, una splendida carnagione olivastra e una leggera peluria sopra il labbro superiore.

«Ho bisogno di quattrini», spiegai. «So che Vinnie ha bisogno di qualcuno per l’archivio.»

«Quel posto è appena stato assegnato e, detto fra noi. non hai perso niente. Un lavoraccio, al minimo stipendio, e bisogna passare tutta la giornata a scorrere le lettere dell’alfabeto. Secondo me, se proprio ti va di trascorrere tanto tempo in ginocchio, tanto vale cercare un lavoro pagato meglio. Capisci quel che voglio dire?»

«L’ultima volta che sono stata in ginocchio cercavo le lenti a contatto.»

«Ascolta, se hai bisogno di un lavoro, perché non chiedi a Vinnie di lasciarti rintracciare i latitanti? Si guadagna bene.»

«Quanto?»

«Il dieci per cento della garanzia per la cauzione.» Connie prese una scheda dal cassetto della scrivania. «Questo l’abbiamo ricevuto ieri. La cauzione era stata stabilita in centomila dollari e lui non s’è presentato all’udienza. Se lo trovi e lo porti dentro, ti prendi diecimila dollari.»

Appoggiai una mano sulla scrivania per reggermi in piedi. «Diecimila dollari per trovare un tizio? Dov’è il trucco?»

«Ecco, qualche volta non vogliono farsi trovare e ti sparano. Ma succede raramente.» Connie sfogliò il dossier. «Questo è uno di qui. Morty Beyers ha iniziato a seguire il caso, perciò il lavoro preliminare è già stato fatto. Abbiamo le foto e tutto il resto.»



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