«Posso imparare», ribattei.

«Allora prima impara e poi torna.»

«Ho bisogno di lavorare subito.»

«Non è un problema mio.»

Era il momento di mostrarsi decisa… «Vedrai che diventerà anche un problema tuo, Vinnie. Farò una lunga chiacchierata con Lucilie.»

Lucilie era la moglie di Vinnie e l’unica persona alla cittadella a non sapere dei gusti sessuali di Vinnie. Lucilie teneva fermamente gli occhi chiusi e non era mio compito aprirglieli. Naturalmente, se l’avesse chiesto però…

«Vorresti ricattarmi? Me, tuo cugino?»

«Sono tempi disperati.»

Lui si rivolse a Connie. «Dalle qualche caso civile. Magari un’indagine che possa svolgere al telefono.»

«Voglio questo», dichiarai puntando il dito sulla scheda che giaceva sulla scrivania di Connie. «Voglio il caso da diecimila dollari.»

«Scordatelo. Si tratta di omicidio. Non avrei mai dovuto garantire la cauzione, ma lui era del quartiere e io ero dispiaciuto per sua madre. Dammi retta, non hai bisogno di cacciarti in un guaio di questo tipo.»

«Mi serve il denaro, Vinnie. Dammi la possibilità di portar dentro quel tipo.»

«Col cavolo», tagliò corto Vinnie. «Non si farà acciuffare. Io sono fuori di centomila dollari e non ho intenzione di mandargli dietro una dilettante.»

Connie roteò gli occhi verso di me. «Lui non ci rimette un bel niente. C’è di mezzo una grossa assicurazione.»

«Dammi una settimana, Vinnie», insistetti. «Se non lo prendo in una settimana, puoi affidare il caso a qualcun altro.»

«Non ti do neanche mezz’ora.»

Tirai un profondo sospiro e mi chinai verso mio cugino, sussurrandogli all’orecchio: «So tutto di madame Zaretski, delle fruste e delle catene. So tutto dei ragazzini e il resto».

Vinnie non parlò. Si limitò a serrare le labbra finché divennero bianche. Compresi di averlo in pugno. Lucilie sarebbe diventata matta se avesse saputo certi particolari. Lo avrebbe riferito a suo padre, Harry detto «il Martello», che avrebbe tagliato il pene di Vinnie.



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