
Un’auto sportiva entrò nel parcheggio, fece un largo giro e andò a fermarsi in uno degli spazi liberi. Il conducente rimase seduto al volante per un po’; mi chiesi se aspettasse qualcuno. Non avevo niente di meglio da fare e rimasi a guardare che cosa sarebbe successo. Dopo cinque minuti la portiera dalla parte del guidatore si aprì, un uomo scese e si avviò verso il portico vicino a quello di Morelli.
Non potevo credere ai miei occhi. Era il cugino di Joe, Mooch Morelli, lo «scroccone». Non riuscivo a ricordare il suo vero nome di battesimo: per quel che ne sapevo, era sempre stato chiamato Mooch. Da bambino abitava in una via vicino al St. Francis Hospital. Era sempre in giro con Joe. Incrociai le dita e mi augurai che il vecchio Mooch andasse a ritirare qualcosa che Joe aveva lasciato da un vicino. Oppure che in quello stesso momento stesse forzando una finestra dell’appartamento di Joe. Ero tutta eccitata all’idea che Mooch commettesse l’infrazione, quando lui sbucò da dietro l’edificio. Chiavi in mano, entrò dalla porta di Joe.
Aspettai, e dopo dieci minuti Mooch riapparve con una sacca da viaggio nera, salì in macchina e se ne andò. Lasciai che uscisse dal parcheggio e lo seguii. Mi tenni alla distanza di due auto, guidavo con le dita strette sul volante, con il cuore che mi martellava, stordita dall’idea di incassare diecimila dollari.
Tallonai Mooch fino a State Street finché entrò in un viale privato. Feci il giro dell’isolato e parcheggiai a una certa distanza. Un tempo quella era una zona elegante: grandi case di solida pietra, prati ampi e ben tenuti. Negli anni Sessanta, quando i liberal favorivano l’insediamento dei neri nelle zone abitate dai bianchi, uno dei proprietari aveva venduto la casa a una famiglia di colore. Nel corso dei cinque anni successivi, l’intera popolazione bianca, presa dal panico, era fuggita in massa. Arrivarono famiglie più povere, le case si degradarono e vennero divise in lotti, i prati furono abbandonati al loro destino e vennero apposte sbarre alle finestre. Ma, come spesso accade quando c’è penuria di abitazioni, ora stavano iniziando a ristrutturare il quartiere.
