Il commissario Fiona Quinn, responsabile del coordinamento sulla scena del delitto, arrivata da Scodand Yard, li aspettava, spettrale con la sua tuta bianca, in uno spiazzo ben illuminato accanto a un modulo prefabbricato. Mentre i due si avvicinavano, lei si tolse il cappuccio.

Maddox fece le presentazioni.

«Jack, ti presento il commissario Fiona Quinn. Fiona… questo è Jack Caffery, il nuovo detective.»

Jack le si avvicinò, la mano tesa. «Piacere di conoscerla.»

«Piacere mio.» La donna si tolse i guanti di lattice e gli strinse la mano. «È il suo primo caso, vero?»

«Con l'AMIP, sì.»

«Be', avrei voluto passargliene uno migliore. La faccenda qui non è molto piacevole. Anzi non lo è affatto. Qualcosa le ha spaccato in due il cranio: una macchina, probabilmente. È distesa sulla schiena.» A mo' di dimostrazione, s'inclinò all'indietro, aprendo le braccia e la bocca. Nella penombra, Jack notò il riflesso di alcune otturazioni. «Dalla vita in giù è sepolta nel calcestruzzo… una sorta di pavimento o qualcosa di simile.»

«È là da molto?»

«No, no. Approssimativamente…» – si rimise un guanto e porse a Maddox una mascherina di cotone – «… da meno di una settimana, ma è comunque troppo per giustificare l'invio immediato di una squadra speciale. Credo sia meglio aspettare che faccia giorno prima di buttare giù dal letto il patologo. Lui potrà dirvi di più quando l'avrà esaminata e avrà valutato l'azione degli insetti. E semisepolta, avvolta per metà in un sacco per l'immondizia. Il che cambia le cose.»

«Il patologo?» chiese Jack. «Crede davvero che avremo bisogno di un patologo? Il CID pensa sia già stata autopsiata.»

«È vero.»

«E vuole che la vediamo comunque?»

«Sì.» Il volto della Quinn non cambiò espressione. «Sì, penso che dobbiate vederla. Non si tratta di un'autopsia professionale.»



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