
Mentre Veronica si appropriava della sua cucina – le finestre aperte, il Guzzini che ronzava, l'olio di arachidi che scoppiettava nelle padelle color verde brillante -, Jack prese il whisky e uscì sulla terrazza.
Il giardino… Ecco la prova evidente che la loro relazione stava andando a rotoli, pensò, mentre stappava il Glenmorangie. Quel giardino era stato creato ben prima che i suoi genitori comprassero la casa – pieno d'ibischi e di lupini di Russell, con la vecchia e nodosa clematide – e ogni estate gli piaceva lasciarlo crescere finché quasi non ostruiva le finestre con tutto il suo verde. Veronica invece voleva ordinarlo, potarlo, fertilizzarlo, voleva coltivare citronella e capperi in vasi dipinti, posti sui davanzali, progettare nuove soluzioni di arredo, con vialetti di ghiaia e siepi d'alloro. E, alla fine – dopo aver stravolto sia lui sia la casa -, avrebbe voluto che la vendesse, che lasciasse la piccola South London, il cottage vittoriano di mattoni sgretolati in cui era nato, con le sue finestre a colonnine, il suo giardino incolto e i treni che sferragliavano nella trincea della ferrovia lì accanto. Voleva lasciare il suo simbolico lavoro nella ditta di famiglia e la casa dei genitori. Voleva formare una famiglia e comprare una casa con lui.
Ma lui non poteva. La sua storia era troppo radicata in quel pezzo di argilla e creta perché potesse abbandonarlo per un mero capriccio. E, dopo sei mesi di relazione con Veronica, era certo di una cosa: non l'amava.
La osservò attraverso la finestra, mentre lei lavava le patate e preparava i riccioli di burro. L'anno prima era stato il suo quarto al CID, il suo quarto anno d'indolenza: Jack aveva cercato di sopravvivere, di non farsi travolgere dalla noia, in attesa di ciò che sarebbe accaduto dopo. E poi, durante uno sconclusionato party di Halloween del CID, aveva notato una ragazza in minigonna e sandali dorati che lo osservava con un sorrisetto.
Per due mesi, Veronica aveva scatenato in Jack una vera e propria tempesta ormonale. Soddisfaceva i suoi istinti sessuali. Lo svegliava alle sei del mattino per fare sesso e, durante i week-end, girava per casa con indosso solamente un paio di scarpe col tacco e un rossetto periato.
