Davanti a lui si estendeva la Valle Palancar, vasta e piatta come una mappa dispiegata. La base delle Cascate di Igualda, oltre mezzo miglio più sotto, era il punto più a nord della valle. A poca distanza dalle cascate sorgeva Carvahall, un grumo di edifici scuri. Dai comignoli si levavano bianchi fili di fumò, come a sfidare il panorama selvaggio. Da quell'altezza le fattorie apparivano come tanti quadretti non più grandi del suo polpastrello; la terra attorno era marrone, giallastra dove l'erba secca ondeggiava nel vento. Dalle cascate, l'Anora proseguiva il suo corso sinuoso fino all'estremità sud della Valle Palancar, un nastro d'argento che rifletteva i raggi del sole. In lontananza scorreva vicino al villaggio di Therinsford e al solitario Monte Utgard. Poi Eragon sapeva soltanto che curvava a nord per gettarsi in mare.

Dopo la breve sosta, .Eragon prese a scendere lungo il sentiero. Raggiunse il fondo quando il morbido crepuscolo già avvolgeva ogni cosa, sfumando i colori in grigie macchie indistinte. Le luci di Carvahall brillavano nell'oscurità; le case proiettavano lunghe ombre. A parte Theririsford. Carvahall era l'unico altro villaggio della Valle Palancar. Il paese era isolato e circondato da terre aspre e bellissime. Pochi vi si avventuravano, a parte gli erranti e i cacciatori.

Le case erano tozze costruzioni di legno, con tetti bassi di tegole o paglia. Il fumo che usciva dai comignoli diffondeva nell'aria un forte odore di legna. Dalle costruzioni sporgevano ampi portici coperti dove la gente si riuniva per scambi di chiacchiere o affari; poche erano le finestre illuminate, da una candela o da una lampada accesa. Eragon sentì degli uomini parlare ad alta voce nella fredda aria serale, e donne che andavano a recuperare i mariti e li rimproveravano perché erano in ritardo. Il ragazzo proseguì verso la bottega del macellaio, une grossa capanna di larghe assi di legno. Il comignolo eruttava un denso fumo nero.

Aprì la porta.



10 из 524