
Horst guardò la pietra incuriosito, poi rivolse di nuovo l'attenzione al macellaio. «Perché non vuoi vendergli la carne, Sloan? Anche a me non piace la Grande Dorsale, ma se si tratta del valore della pietra, sono pronto a garantirlo con i miei soldi.»
La domanda rimase sospesa per un istante. Poi Sloan si passò la lingua sulle labbra e disse: «Questa è la mia bottega, e faccio quello che mi pare.» .
Katrina fece un passo avanti e gettò indietro i capelli castano dorati, simili a una colata di rame fuso. «Padre, Eragon vuole pagare. Dagli la carne, così finalmente possiamo andare a cena.» Gli occhi di Sloan si ridussero a due fessure. «Torna a casa. Questi non sono affari tuoi... ho detto vaii» Il volto di Katrina si trasformò in una maschera di granito; la ragazza si voltò e uscì impettita dal negozio.
Eragon era sdegnato dal fare di Sloan, ma non osò intervenire. Horst si lisciò la barba pensieroso e disse in tono aspro: «D'accordo, Sloan, allora te la vedrai con me. Che cosa volevi comprare, Eragon?» La sua voce tonante riempì il locale.
«Tutto quello che potevo.»
Horst estrasse di tasca un sacchetto di pelle e contò una pila di monete. «Dammi i tuoi migliori arrosti e le tue bistecche più succulente, E fai in modo di riempire bene lo zaino di Eragon.» Il macellaio esitò, lo sguardo che guizzava fra Horst ed Eragon. «Sappi che sarebbe una pessima idea rifiutarti di vendere la tua carne a me» lo ammonì Horst.
Stillando veleno da ogni poro, Sloan s'infilò nel retrobottega. Per alcuni lunghi, imbarazzanti minuti, si udirono tonfi, schiocchi, imprecazioni. Infine Sloan tornò con un grosso involto. Accettò il denaro di Horst con volto inespressivo, poi riprese a pulire il coltello in silenzio, come se i due non ci fossero.
Horst prese l'involto di carne e uscì.
