Poi fu di nuovo silenzio.

Mentre un sacerdote si prendeva cura della ferita del giovane - arrestando l'emorragia con un incantesimo - un novizio liberò due degli schiavi che portavano la lettiga del Sommo Sacerdote, ma solo per incatenarli di nuovo per le caviglie a un anello di ferro infisso nell'altare. Poi gli accoliti estrassero alcuni fagotti da sotto i mantelli e li accatastarono sul terreno, lontano dalla portata degli schiavi.

Conclusa la cerimonia, i sacerdoti e il resto del corteo imboccarono la strada del ritorno a Dras-Leona, continuando a gemere, a cantilenare e a suonare per tutto il tragitto. Il giovane fanatico, adesso monco, arrancava alle spalle del Sommo Sacerdote.

Un sorriso beato gli illuminava il volto.

«Incredibile» disse Eragon, e liberò un sospiro represso non appena la colonna scomparve oltre una collina distante.

«Incredibile cosa?»

«Ho viaggiato fra i nani e gli elfi, ma nulla di quello che ho visto fare loro è lontanamente paragonabile alle stranezze di queste persone, questi umani.»

«Sono dei mostri, tali e quali ai Ra'zac.» Roran indicò l'Helgrind con un cenno del capo. «Adesso puoi scoprire se Katrina è lì dentro?»

«Ci provo. Ma tienti pronto a scappare.»

Eragon chiuse gli occhi e lentamente dilatò la coscienza verso l'esterno, spostandosi dalla mente di un essere vivente all'altro, come rivoli d'acqua che scorrono nella sabbia. Toccò animate comunità di insetti operosi, lucertole e serpenti che si nascondevano fra le rocce calde, diverse specie di uccelli e svariati piccoli mammiferi.



14 из 808